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Corriere della Sera:

ROMA – «Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rispondendo da Pechino alle polemiche provocate dalle sue frasi rilasciate in conferenza stampa a Palazzo Chigi a proposito delle proteste nel mondo della scuola e dell’Università. «Ho detto invece — ha proseguito il premier — che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea a rinunciare al suo diritto essenziale. Ancora una volta c’è stato un divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà».

I soliti giornali tutti schierati a sinistra: tutti comunisti, stalinisti, leninisti, statalisti, dirigisti! (dimentico qualcosa?)

Poverino, l’hanno frainteso un’altra volta! Una situazione del genere non è più tollerabile!

Però poi riguardi il video della conferenza stampa…

Ecco il testo dell’intervento:

Sono state messe in campo delle manifestazioni, di cui si dice un’ulteriore menzogna sui numeri dei partecipanti a queste manifestazioni, che sono ridottissime.

Vorrei dare un avviso ai naviganti, molto semplice: non permetteremo che vengano occupate scuole ed università, perché l’occupazione di posti pubblici non è una dimostrazione, un’applicazione di libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti, nei confronti delle famiglie, nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello Stato.
Convocherò oggi il Ministro degli Interni e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere.

La realtà, tuttavia, che conosciamo di queste ore, di questi giorni, è una realtà di aule universitarie piene di ragazzi che intendono studiare, e di manifestanti che sono organizzati dall’estrema sinistra, molto spesso — come a Milano — dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato — chiudo come ho cominciato — nella scuola un modo per far passare delle menzogne e portare una opposizione nelle strade e nelle piazze all’attività del nostro Governo.

Eh già, non solo non l’aveva detto, ma neppure l’aveva pensato! Cattivoni voi che l’avete male interpretato! D

Piuttosto, mi frulla in testa una domanda: chi era il coglione? L’elettore di sinistra? Ah, davvero?

From: Dav’s Corner

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Traduco, come sempre parzialmente un articolo uscito ieri sull’Economist, famoso settimale britannico fra i più stimati a livello europeo. Questo è il quinto in soli 10 giorni che si occupa della crisi economica che l’Italia sta attraversando. Il Bel paese viene descritto come in preda alle fiamme, ma i suoi governanti sono troppo occupati per accorgersene e prendere provvedimenti. La parola d’ordine è salvare il Premier, non il paese e i suoi cittadini.

Il governo di Silvio Berlusconi si sta rivelando, tragicamente, simile al suo precedente mandato.

Questa volta tutto avrebbe dovuto essere diverso ma come previsto si è già rimangiato quelle che erano solo promesse da campagna elettorale. Il suo governo, dal 2001 al 2006 è stato un susseguirsi di occasioni mancate per la modernizzazione del paese, che ora ne sta più che mai soffrendo.

Forse qualcuno sperava che ci fossero i presupposti perchè Berlusconi finalmente governasse il paese nell’interesse degli Italiani e non secondo i propri personali. Ha fatto credere di volersi affermare come un grande statista, accusando le sue precedenti alleanze con l’UDC di essere la causa dei suoi precedenti errori. Errori che ora non si sarebbero ripetuti dal momento che l’UDC non fa parte della maggioranza. Inoltre si pensava le leggi ad personam che si era autoapprovato nel 2003 avessero messo a tacere tutti i suoi guai giudiziari. Invece no. In questo poco tempo il Governo, invece di occuparsi degli interessi del paese, si prepara a varare altre leggi ad personam, unico beneficiario il presidente del consiglio: tutto il parlamento è impegnato unicamente sui suoi problemi giudiziari.
Come stabilito da una sentenza europea Rete 4, che sta occupando abusivamente delle frequenze televisive acquistate e regolarmente pagate da un’altra società, deve spostarsi definitivamente sul satellite. Invece il Governo sta lavorando ad un’alternativa riformulando il testo di legge. Unico beneficiario di questo Silvio Berlusconi, proprietario di Rete 4.
Il secondo punto nell’agenda parlamentare riguarda le restrizioni all’uso di intercettazioni telefoniche in campo giudiziario e il divieto di pubblicazione. Dal momento che Berlusconi è sotto inchiesta proprio grazie all’uso di intercettazioni, il sospetto che una riforma simile sia varata unicamente secondo i suoi interessi è più che legittimo: del resto ha qualche giorno fa definito il sistema giudiziario italiano come un Cancro. Prima delle elezioni la procura di Napoli lo ha intercettato mentre raccomandava delle attrici in Rai, non solo, e mentre cercava di corrompere alcuni Senatori.
Sono state inoltre pubblicate delle intercettazioni che proverebbero una relazione fra Berlusconi e Mara Carfagna, ora ministro alle pari opportunità, ex show girl e presentatrice alle dipendenze di Berlusconi stesso.
Sembra anche che i problemi di Berlusconi siano al centro di altre due riforme di cui il governo si sta occupando. Il processo che lo vede accusato di corruzione giudiziaria per 600£ con il suo avvocato Mills verrebbe bloccato con un decreto legge per oltre un anno insieme a tutti i reati con pena inferiore ai 10 anni di carcere. Decreto che forse non è più necessario dal momento che la legge che garantisce l’immunità totale alle più alte cariche dello stato, fra cui ovviamente Berlusconi, potrebbe essere pronta prima di Settembre, giusto in tempo per evitare il Processo a Berlusconi per corruzione giudiziaria.

Queste riforme al sistema giudiziario ci sconvolgerebbero di meno, se solo l’Italia non avesse i problemi urgentissimi a livello economico che ha. Nonostante che lo scorso anno l’economia italiana abbia registrato una crescita positiva ora l’economia è ricaduta in una posizione di stallo: i consumi stanno scendendo e l’inflazione è destinata ad alzarsi. Inoltre l’Italia è anche in crisi di credito bancario: oltre il 70% dei mutui attualmente accesi nel paese sono a tasso variabile, una percentuale nettamente più alta che nel resto d’Europa e sono quindi a rischio di ulteriori incrementi dei tassi d’interesse.
Inoltre la Banca Centrale ha tagliato le stime di crescita che ora sono previste essere fra lo 0 e lo 0.5%. L’economia italiana è ancora in forte bilico. La produzione industriale è calata ben del 4,1% rispetto all’anno scorso. La presidentessa di Confindustria, Emma Marcegaglia, si dichiara seriamente preoccupata per la crisi che il paese sta attraversando: ed ha ragione di esserlo.
Il motore dell’economia italiana sta andando in fumo e il vento ci sta soffiando sopra alimentando le fiamme. Ma il presidente del consiglio non ha tempo per occuparsi di questo, è impegnato su altri fronti.
Fino ad oggi l’unica iniziativa che il governo ha preso in ambito economico è stata quella di abolire l’Ici.

Non c’è nessun dibattito in corso, e tantomeno nessuno lo ha proposto, in merito a quelle liberalizzazioni economiche di cui l’Italia avrebbe disperatamente bisogno. Al contrario. Sta sprecando risorse e tasse dei cittadini per finanziare la compagnia aerea nazionale Alitalia.
Guardando indietro allo scorso autunno Berlusconi aveva annunciato riforme radicali. Il che è vero, ma riguardano solo l’ambito giudiziario. Che non è quello di cui il paese ha bisogno.

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 Un nuovo attacco al Premier Italiano, il IV in soli 4 giorni. A farlo è di nuovo il Guardian, famosissimo giornale Britannico (trovate l’originale nella sez. Stampa Estera). L’Europa, ancora una volta, si dimostra preoccupata della situazione politica Italiana, Berlusconi regala all’Italia i tratti tipici di una dittatura, e l’Europa se ne vergogna.

Come sempre vi traduco parzialmente l’articolo.

Il più grande paradosso è a cui la libertà politica ci obbliga è quello di  dare spazio anche ai suoi stessi nemici. Una società democratica deve tollerare qualsiasi opinione, anche quelle che sono palesemente antidemocratiche da parte dei suoi stessi politici. Ma fino ad un certo punto.

Che Berlusconi sia il Primo ministro dello Stato Italiano e che sia stato eletto dal popolo è chiaro. A suo carico ha accuse gravissime, per corruzione e attività finanziarie illecite ma nonostante tutto ha vinto:  è stato eletto con  la promessa di una ripresa economica. (..) Ma invece di fare questo continua a tornare su un tema  a lui molto caro ed usuale: proteggersi dai processi per corruzione che ha accumulato nel corso degli anni. Vorrebbe infatti far passare una legge sull’immunità atta a  congelare qualsiasi tipo di processo in corso per alcuni membri del governo, includendo naturalmente se stesso. Inoltre è appena riuscito a far passare una legge che blocca per un anno diversi processi, fra cui, neanche a farlo apposta, quello che lo vede implicato per tangenti all’avvocato MIlls che doveva essere discusso il prossimo mese. (..)

Del resto la sua agenda politica sembra minuscola in confronto a tutti i processi che dorrebbe auto-archiviarsi: per questo continua ad attaccare i giudici definendoli il “cancro della democrazia” e riesce a farlo dal momento che  ha un controllo sostanziale sulla televisione privata che utilizza per influenzare anche quella pubblica (…)

Il governo Berlusconi è una tragedia per gli Italiani: nonostante la maggioranza abbia votato per lui egli rappresenta un pericolo per la democrazia. Questo dovrebbe far preoccupare l’ Europa che crede che lo status democratico sia di per se immune a questo tipo di prese di potere. 

In genere le nazioni hanno i Leaders che si meritano,ma in questo l’Italia e l’Europa si meritano molto meglio che un presidente come Silvio Berlusconi.

Lascio a voi qualsiasi tipo di conclusione o commento. A me resta soltanto una forte amarezza nel vedere il mio Paese che non si rende conto del degrado che sta subendo.

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  • Sunday June 29, 2008

The great paradox of democracy is that the political freedom it needs to thrive also gives succour to its enemies. A democratic society must tolerate, up to a point, the activity of politicians whose instincts are fundamentally undemocratic.

Evidence of that is clear in the fact that Silvio Berlusconi is the freely elected Prime Minister of Italy. He is now 50 days into the job, which he resumed after a stint in opposition, having previously governed from 1994-95 and 2001-2006. His earlier premierships saw him accused by opponents – but never convicted – of corruption. He has also routinely been denounced for nepotism, financial mismanagement and socially divisive reactionary nationalism. But still he won.

Mr Berlusconi was elected on promises of economic revival – Italy has one of the slowest-growing economies in the eurozone – leavened with promises to crack down on crime and immigration, which his Forza Italia party routinely presents as one and the same issue.

In government, he has proposed draconian racial profiling, fingerprinting Roma children and threatening to take those who beg on Italian streets away from their parents, a measure seen by leaders of other minorities as a throwback to Italy’s fascist past.

Mr Berlusconi has also returned to a favourite legislative theme – protecting himself from the various corruption charges that have accrued against him over the years. He wants to pass a law that would make the holders of top public offices, naturally including his own, immune from prosecution. When he tried to introduce the same measure in 2004, the supreme court ruled that it was unconstitutional. He has another law pending which would suspend for one year certain trials where the alleged crime carries a sentence longer than 10 years. One such case, due to start next month, involves allegations of bribery against Mr Berlusconi.

This agenda is little short of all-out war against a judiciary and those sections of the media determined to hold him to account. (The Prime Minister has substantial control over commercial television and uses his office to influence the state broadcaster.) The judges who pursue him, he says, are ‘a cancer in our democracy’.

It has all been conducted in Mr Berlusconi’s trademark brazen, flamboyant manner that, were it not so sinister, would be reminiscent of a circus ringmaster.

Mr Berlusconi’s leadership is a tragedy for Italians, although the inconvenient truth of the matter is that so many of them voted for him. That should serve as a warning to other western European countries that think their democratic culture is so entrenched as to be immune from internal threat. If that is the great paradox of democracy, the greatest cliche in politics is that nations get the leaders they deserve. But surely Italy and Europe deserve better than Silvio Berlusconi.

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Traduco Parzialmente un articolo tratto dal Guardian dal Titolo “Is Italy Still a Democracy?“. Potete trovare l’Originale nella sezione Stampa Estera, cosa il mondo pensa di noi

L’emergere di Silvio Berlusconi come Politico è uno fra gli eventi + tristi a cui l’Europa abbia assistito. Il fatto che egli sia a capo del governo e allo stesso tempo un magnate dei più importantimezzi di comunicazione di massa ci porta a domandarci se la situazione Italiana possa ancora definirsi democratica.

E’ infatti vero che Berlusconi è stato eletto attraverso elezioni, ma nel momento in cui un candidato ha il controllo sui più incisivi ed importanti canali televisivi privati, ha riempito quelli pubblici con la sua stessa immagine ed ha in mano numerose testate giornalistiche, è chiaro che l’opinione pubblica sia in gran parte orientata a suo favore.

La democrazia non si esplicita solo tramite elezioni: dipende anche e soprattutto dall’accesso che i singoli elettori hanno alle informazioni sui diversi candidati, che devono essere distribuite in modo equo ed oggettivo. Questa equità in Italia manca, ed è palese, dal 1994. Una democrazia dipende da questo e dalla separazione fra poteri pubblici ed economici. Di questa separazione in Italia non ce ne è nemmeno l’ombra: quello che Berlusconi rappresenta non è altro che l’occupazione della cosa pubblica da parte interessi privati.

Alla fin fine gli Italiani lo supportano perchè infondo ha una visione dello stato che è comune a molti di loro: lo stato è visto come qualocosa che puo’ essere utilizzato e manipolato per raggiungere interessi personali. (…)

Forse è per questo il Paese sembra incapace di qualsiasi crescita economica e incapace di frenare i seri problemi che stanno aumentando nel Paese. A giudicare dalla sua precedente Legislatura Berlusconi è decisamente incapace di risolvere la crisi in cui il paese si trova.

Per quanto tempo L’Italia potrà andare avanti in qiesto modo?

Chiunque dovrebbe avere paura per il Futuro dell’Italia.

Economist, Newsweek, Guardian, Financial Times… Hanno tutti la stessa visione dello stato Italiano, sono tutti preoccupati. Possibile che TUTTI si stiano sbagliando?

Possibile che nessuno in questo Bel Paese si domandi ” e se fossimo noi ad essere nel torto…?”

E’ mai Possibile?

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Traduco, parzialmente, un articolo uscito oggi sul Financial Times che fotografa la situazione politica italiana in questi primi 50 giorni di Governo. Nella sezione “stampa estera” trovate l’articolo orginale.

Guardando il nuovo governo Italiano sembra di assistere ad un brutto film già visto. Durante la sua precedente legislatura, dal 2001 al 2006, invece di curarsi dell’economia del paese che stava affondando, Berlusconi ha concentrato tutte le risorse governative nel tentativo di proteggere se stesso dai processi in corso. Dal suo ultimo discorso sulla magistratura, sembra proprio che questo horror show stia per ripetersi nuovamente.

Il 71enne primo ministro cerca di nuovo di proteggere se stesso, bloccando la giustizia: vorrebbe approvare una legge atta a sospendere tutti i procedimenti giudiziari relativi a reati di pena inferiore ai 10 anni, bloccando quindi il suo processo (che si sta ormai per concludere) che lo vede imputato per corruzione e tangenti per 600.000 Sterline insieme al suo avvocato Mills.

Ma l’uso personale delle leggi non si ferma a questo decreto salva premier: Sta infatti cercando di introdurre una legge che gli concederebbe una immunità parlamentare totale: legge non sarebbe mai nemmeno pensata in qualsiasi altra democrazia occidentale.

L’interesse del paese sarebbe,ovviamente, che Berlusconi si adoperasse negli interessi dell’economia nazionale per evitare che, come gia successe nella sua precedente legislatura, il debito pubblico e il deficit vadano fuori controllo. Del resto sembra palese che questo stia per avvenire di nuovo: giusto la scorsa settimana è stato presentato un budget di spesa che vedrà il defict pubblico italiano passare dall’ 1.9% al 2.5%.

Per il bene dell’Italia l’azione di governo devo cominciare dal risanamento dei conti. L’Italia ha bisogno di un governo responsabile in grado di far ripartire l’economia.

Ieri Berlusconi ha definito i suoi processi giudiziari un “interminabile Calvario”. L’unico calvario in realtà non lo sta soffrendo lui ma l’economia Italiana che ha bisogno di misure e cambiamenti drastici.

Se a dire tutto questo fosse stato un Giornalista Italiano, sarebbe stato additato come un Comunista, che fa dell’antiberlusconismo la sua bandiera.
Ma questa non è stampa Italiana, a scriverlo è uno dei + stimati giornali Britannici.

Alla luce di questo, lo sbandierato Antiberlusconismo, sembra essere, semplicemente, buon senso.

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Silvio Berlusconi has been in power in Italy for almost 50 days. Watching his new government in action is a bit like sitting down to view a bad old movie again. When the Forza Italia leader last ruled Italy from 2001 to 2006, he spent too much time legislating to protect himself from prosecution and too little reforming Italy’s sluggish economy. It is too early to make firm judgments, of course. But Mr Berlusconi’s latest essay in government already has the makings of another horror show. Once again, the 71-year old prime minister is spending much of his political energy legislating to protect himself from Italy’s public prosecutors. He wants to pass a law that would suspend for one year most court cases where the alleged crime carries a sentence of more than 10 years. If this law is passed, it would scupper a trial due to start next month in which Mr Berlusconi is charged with paying $600,000 to his British lawyer, David Mills. Needless to say, the opposition has dubbed the legislation the “save the premier law“. Mr Berlusconi does not stop here. He is also trying to introduce a law that would give immunity from prosecution to the top office holders in the Italian state, including himself. Such legislation would be unthinkable in most western states and was deemed unconstitutional by Italy’s supreme court when Mr Berlusconi last tried to introduce it in 2004. Now he is back in office, Mr Berlusconi is having another go. All this would be of modest interest if Mr Berlusconi were expending the same amount of energy reforming Italy’s sluggish economy. But here, too, fears are mounting. Last time he was in power, one of Mr Berlusconi’s worst errors was to let Italy’s deficit and debt levels spiral out of control. One wonders if we are about to see the same again. The Berlusconi government last week introduced a budget that will see the public deficit rising from 1.9 per cent of gross domestic product in 2007 to 2.5 per cent in 2008. The rise may be justified by low economic growth; but there is no sign yet that this government is maintaining a tight grip on public spending. For Italy’s sake, things must improve from here. The country has one of the slowest growth rates in the eurozone. It needs serious, responsible government to turn the economy round. Mr Berlusconi yesterday said Italy’s public prosecutors had subjected him to an endless “Calvary”. But the only Calvary being suffered in this story is the one endured by Italy, which needs a dramatic reversal in its political and economic fortunes.

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