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Archive for the ‘Face To Face’ Category

A cura di Massimo Amodio

Con un titolo degno dell’ultimo libro di Harry Potter, Lucetta Scaraffia oggi nella sua lunga riflessione sull’Osservatore Romano rimette in discussione il cosiddetto “rapporto di Harvard” del 1968 che cambiava la definizione di morte basandosi non più sull’arresto cardiocircolatorio ma sull’encefalogramma piatto.

Sarebbe facile per la storica Lucetta riconoscere che quella Chiesa-Stato per il cui quotidiano Ella scrive non si è posta davvero nei secoli a difendere ad oltranza la vita. Come è altrettanto facile per un ateo vedere proprio nel massimo simbolo di quella Chiesa – la croce – un segno di morte, di un’ingiustizia e di una crudeltà che si è tentato di rimuovere con l’invenzione della risurrezione, senza tuttavia riuscirvi in pieno dato il sadismo che quel simbolo sembra suscitare di frequente nelle menti dei più ardenti fedeli.

Dopo aver rivisto ieri sera, trasmesso da Rai3, l’ottimo film di Clint Eastwood, “Million Dollar Baby” (letteralmente “la ragazza da un milione di dollari”), mi è facile associare l’editoriale dell’Osservatore Romano con l’immagine di un mondo (agognato forse dalla Scaraffia?) nel quale per pagare il crimine di aver due millenni or sono ucciso Dio la popolazione debba vivere una vita “da un milione di lacrime”, una “Million Tears Life”.

Quello che mi preoccupa più concretamente è che se passa la linea della Scaraffia, che è anche membro del Comitato di Bioetica, vi è un rischio concreto che si blocchi tutta l’attività dei trapianti, resa possibile proprio dal “rapporto di Harvard”.

Grazie a Dio (come si potrebbe dire diversamente?), già ieri sera Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, si è affrettato a ridimensionare la portata dell’articolo, “un contributo alla discussione e all’approfondimento che però non può essere considerato una posizione del Magistero della Chiesa.”

Caso chiuso?

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Numerosei mi ha mandato questo pezzo, che sono lieta di pubblicare.

hanno vinto loro.

quelli che i marocchini
quelli che il mortadella
quelli che luxuria in parlamento che vergogna
quelli che la sinistra ha votato l’indulto
quelli che la spazzatura a napoli è colpa di prodi
quelli che la legge biagi
quelli che l’hai visto il grande fratello, c’è uno che fa troppo ridere
quelli che 20 rate comode comode a tasso zero
quelli che l’euro ci ha resi poveri
quelli che l’ambientalismo è una paranoia
quelli che la sinistra giustizialista e forcaiola
quelli che paghiamo troppe tasse
quelli che pci pds ds pd
quelli che i comunisti mangiano i bambini
niente, niente di niente. nada.
e adesso l’italia si rialzerà, sulle ali dell’aquila azzurra,
e meno male che silvio c’è.
il pacifismo è extraparlamentare
l’ambiente è extraparlamentare
l’antiproibizionismo è extraparlamentare
il laicismo è extraparlamentare
il lavoro è extraparlamentare
tutto questo sarà presto terrorismo.
si.. anche la democrazia è extraparlamentare
scenari sudamericani
antje dice che l’italia è a weird place e ride
e oggi mi ha fatto incazzare
solo perchè so benissimo che è vero

Di Numerosei

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Di NumeroSei

Sempre più spesso in questo periodo mi capita di parlare con gente che,
ormai schifata dalla classe politica, ha deciso di non votare, e fa di
tutto per convincere il prossimo a fare altrettanto. Io capisco
perfettamente, e per buona parte condivido, il senso di smarrimento,
politico ed intestinale, che i sostenitori dell’astensione provano di
fronte ai nostri parlamentari; ciononostante penso che l’astensione sia
una emerita cazzata. Per due motivi: uno di metodo e l’altro di merito.
Dal punto di vista del metodo direi che finchè vivremo in uno stato
democratico le leggi si faranno in parlamento, e l’unico modo per
decidere chi farà queste leggi sarà andare a votare. Non votare
significa lasciare questa possibilità ad altri, che molto probabilmente
voteranno ancora peggio di come faremmo noi. A questo punto
l’astensionista sicuramente risponderebbe: “ok, ma anche astenendomi
esprimo un’opinione, manifesto infatti la mia indignazione verso il
sistema politico; così facendo possiamo lanciare un segnale, mentre
votando legittimiamo l’esistente”. Benissimo; il punto non è
manifestare
o meno un’opinione, il punto è far si che quell’opinione conti
qualcosa.
Ancora una volta, il mezzo è uno e uno solo: il voto. Dal mio punto di
vista ai futuri parlamentari, che comunque andranno le cose, anche se
votassero solo loro, ESISTERANNO, fregherà ben poco dell’opinione di
chi si è astenuto, dato che avranno il sederone comodo comodo e un sacco di
gente pronta a leccarlo. Ma passiamo al merito della questione:
un’altro
ritornello caro al popolo dell’astensione è “tanto son tutti uguali”.
Questa è la cosa che mi fa più incazzare. N o n s o n o t u t t i
u g u a l i! Sicuramente c’è chi è più uguale di altri e gli eletti sono
più uguali di chi li elegge..ma anche se fosse, direi che sono tutti uguali
tranne uno. Riconosco che ogni partito abbia le sue magagne, i suoi
condannati, i suoi errori, le sue gestioni più o meno chiare della cosa
pubblica, ma a tutto c’è un limite.
Vediamo se riesco a racimolare qualche parola prima di nominarlo, così
faccio salire la suspance….ma si, sto proprio parlando di
lui..berlusconi..non merita neanche un punto esclamativo; ho preferito
salutare il suo ingresso in questo testo con dei puntini di
sospensione, in omaggio alla sospensione temporanea della ragione che ha portato gli
italiani a farlo presidente del consiglio per ben due volte…e si
rischia la terza.
Per quanto tutti gli altri si sforzino a migliorare i propri record di
squallore, i livelli del caro $ilvio rimangono assolutamente
imbattibili. Dal mio punto di vista, evitare che quest’uomo vada ancora
al governo è un ottimo motivo per andare a votare. Questo è uno a cui
dell’Italia non frega assolutamente un cazzo. “Neanche agli altri!” Voi
direte… Ok, in parte è vero, c’è un sacco di gente, forse la
maggioranza, che si candida solo ed esclusivamente per i privilegi
conseguenti all’eventuale elezione, ma non si è mai visto uno che si
“cuce addosso” il sistema giudiziario per ottenere
assoluzioni/prescrizioni in processi nei quali viene accusato un pò di
tutto, dalla corruzione, al falso in bilancio, alla collusione con la
mafia..non si è mai visto (perlomeno non al governo) uno che
quotidianamente spara cazzate come fosse al bar e appena qualcuno lo
contesta si rimangia tutto asserendo di non aver mai detto quelle cose
e che è la solita montatura della sinistra; non si è mai visto uno che
esibisce la mamma novantenne per aumentare i propri consensi; non si è
mai visto uno che fa di un anacronostico anticomunismo da guerra fredda
la propria bandiera andare da putin e in qualità di “amico di tutti”
salutare a pugno chiuso la sfilata dell’armata rossa; non si è mai
visto uno che va al parlamento europeo a dar del kapò a chi lo contesta; non
si è mai visto uno che, proprietario di 3 televisioni nazionali, 2
quotidiani, praticamente tutto il parco dell’editoria settimanale e
mensile, senza contare la rete di influenze che tutto questo
genera,abbia il coraggio di dire che in questo paese c’è un regime che
lo censura…non si è mai visto nulla di tutto questo in un paese
normale. Penso che questo sia un buon motivo per andare a votare:
provare a cacciare una volta per tutte questo buffone e provare a far
diventare l’Italia un paese normale.

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Si Vota?

Come promesso, dedico questa sezione al libero confronto, pubblicando qualsiasi post, anche di opinioni opposte alle mie.. come in questo caso. Il Sig. Azzinnari mi ha scritto un pezzo in cui riassume le ragioni per cui ritiene opportuno non votare. La mia opinione, fondata sull’importanza di scegliere, sempre e comunque, è pubblicata di seguito.

Perchè non votare,

Di Eugenio Azzinnari

IL Pd, nonostante la promessa di Veltroni di non candidare nemmeno i condannati in primo grado, (il 16 Febbraio è stato pubblicato un codice etico del partito democratico) schiera due condannati definitivi, Enzo Carra (processato da Di Pietro) e Antonino Papania (entrambi in Sicilia), un condannato in primo grado, uno in appello, cinque indagati (tutti fra la Calabria e la Basilicata), un rinviato a giudizio, tre salvati dalla prescrizione. Tra i quali Massimo D’Alema.
Nella PDL i condannati sono 25. Wow!.

“Alle prossime elezioni avremo, da un lato, la destra di Berlusconi, dall’altro un Partito Democratico e l’Italia dei Valori che va per conto suo, o con il Pd se insieme raggiungeremo un accordo sul piano programmatico. Noi al primo posto abbiamo messo la non candidabilita’ delle persone condannate con sentenza penale passata in giudicato. L’Italia dei Valori sfida il Partito Democratico a fare altrettanto, altrimenti ci penseranno gli elettori”. Cosi’ il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, intervistato da Gr Parlamento Rai.
(Antonio Di Pietro, Corriere.it, 6 febbraio 2008)

Non credo di dover aggiungere altro, se non che in Italia al momento la decisione del voto “utile” sta tra la PDL e la meno peggio: PD. Non credo gli italiani siano cosi fessi da cadere in questo senso di vacuità che questi politici hanno creato. Vi invito dunque a fare del NON voto l’undicesimo Comandamento e di tramandarlo con la stessa FEDE tra i vostri conoscenti. Partendo dal basso e RIFIUTANDO questa classe politica possiamo fare tanto, riprenderci la nostra Italia e zittire persone che fanno blog come questi come manifesto elettorale di una FALSA SPERANZA.
Confido in voi, nel vostro buon senso, nei vostri sacrifici che quotidianamente vi danno la DIGNITA’ di una vita ONESTA, è finito il tempo di regalare i nostri sogni a questi furbettini, a questi politici OBSOLETI, e puntiamo alla speranza di una classe politica NUOVA, che come OBAMA in america, si candida a dare slancio ai sogni e a RAPPRESENTARLI.


Risponde Ambra Colacicco,

Perchè Votare

Siamo l’unica democrazia al mondo a dare la possibilità ad un candidato premier di minacciare la democrazia stessa, attaccando tutti gli organi di vigilanza:
Dal Il capo dello stato, custode della costituzione, alla magistratura e giudici, definiti insani di mente. E mentre tutto questo viene detto
il tricolore viene bruciato nelle piazze, deriso da stupidi inni secessionisti.
A beffa di tutti coloro che sono morti per dare a noi un unità e la possibilità scegliere. Perché scelta l’abbiamo: possiamo votare PDL e lasciare che ciò avvenga. O non votare proprio, guardando passivi che ciò avvenga ugualmente.
Oppure votare un avversario, un qualsiasi avversario e dire il nostro NO a tutto questo.

Voto PD perche credo nel libero mercato, nell’equità sociale attraverso la re-distribuzione dei redditi, perché non trovo affatto che l’evasione fiscale sia moralmente giustificabile perché mi fido della magistratura e voglio ci sia trasparenza, sia a livello politico e di mercato.
Perchè sono stufa che si parli sempre di Parmalat e non sentire mai menzionate le leggi apportate da Tremonti che hanno aggravato la situazione, di vedere gente che ha perso tutto e che si ritrova ad ipotecare la propria casa mentre chi li ha DERUBATI è fuori tranquillo, perché il falso in bilancio non è + reato. Non lo è neanche quando migliaia di persone hanno perso tutto.
Soprattutto voto PD perche voglio che le televisioni parlino di tutto questo: tutti devono sapere quanta gente ha perso i propri soldi nel comune di Catanzaro che, governato da Forza Italia, ha dichiarato Banca Rotta non risarcendo migliaia di investitori.
Tutti devono sapere che la stessa cosa è successa a Messina. Non mi basta leggerlo su riviste straniere scandalizzate, voglio che la mia televisione ne parli, perché sono fatti di primaria importanza!

Voto PD perche sono consapevole che potrebbe essere l’ultima occasione che abbiamo: domandatevi cosa ne sarà dell’Italia fra 5 anni? Quando avremo una magistratura imbavagliata, mercati poco trasparenti, un debito pubblico abnorme, un ponte su Messina di cui nessuno sa che farsi! Quando non ci sarà + la parcondicio e come accadde nel ’94 ci troveremo discorsi di tizio o caio a reti unificate.
Allora saremo ancora una nazione?
Avremo ancora una democrazia?
Forse il PD non è il Meglio del Meglio. Si potrebbe fare di +, certo, si puo’ sempre fare di +! Ma è a piccoli passi che si va avanti.
La bacchetta magica non ce l’ha nessuno purtroppo.
Votando PD aiuto il paese a crescere, di poco forse, ma sempre una crescita.
Non votando stai a guardare passivo, lasci che tutto succeda senza intervenire, lasci che il paese torni indietro ai suoi tempi più bui.
A quando si avevano i bonus bebe per ogni nuovo italiano nato, a quando la canzone nazionale era un inno al Duce, a quando la giustizia era a servizio di una sola persona.
Ma forse questo non è il futuro, tutto questo è gia attuale.
E la cosa peggiore e che non ce ne rendiamo conto.
Vota per dire no a tutto questo, scegli di fare qualcosa.

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