Berlusconi : Divieto di intercettazioni per reati di pena inferiore ai 10 anni, carcere per chi le pubblica: La privacy dei cittadini è tutelata dalla Costituzione
Così viene negato il diritto all’informazione e trasparenza sancito dal Il TUIF (testo unico intermediazione finanziaria): i cittadini/investitori sono in pericolo, e vi spieghiamo perchè:
Poniamo il caso che il consiglio di amministrazione di un azienda quotata in Borsa sia sospettato di falsificare i bilanci trafugando capitale all’estero. Il timore è che il rating attribuito ai suoi titoli azionari e obbligazionari non sia veritiero, esattamente come pochi anni fa avvenne con Parmalat: le obbligazioni erano quotate sui mercati con A, considerati quindi strumenti finanziari altamente affidabili mentre, nei fatti, si rivelarono essere delle D, ovvero titoli di società insolventi non in grado di risarcire gli investitori che, ignari dei falsi in bilancio, in quei bond hanno perso i loro soldi.. eh sì che doveva essere un investimento sicuro!
In questo caso, per la tutela del risparmiatore sancita dal TUIF è necessario operare prontamente con tutti gli strumenti possibili: il rischio è che l’investitore, all’oscuro delle attività illecite dell’azienda emittente, possa investire i propri risparmi ignaro del vero rischio a cui sta andando incontro! Per farlo sono necessari tutti i mezzi possibili, Interecettazioni incluse. Questa legge invece le VIETA, minando la trasparenza del mondo finanziario: Le intercettazioni per i reati finanziari vengono abolite, nonostante che l’ex Governatore della Banca D’Italia Fazio sia stato scoperto nelle sue frodi proprio grazie a delle intercettazioni. Senza di esse ora sarebbe ancora a capo della Banca Nazionale a danno dell’intero paese.
Non solo.
Ammettiamo che un giornalista venga comunque a conoscenza di intercettazioni o altro materiale che provi fughe di capitali all’estero in aziende quotate: le leggi sulla trasparenza informativa vogliono che i cittadini, in quanto risparmiatori e investitori, vegano IMMEDIATAMENTE informati della situazione così da dissuadere gli investitori da un acquisto rischioso e permettere ai possessori del titolo di liberarsene prima del tracollo finanziario. Invece questo diritto viene negato: la pubblicazione delle intercettazioni è fuori legge e pesantemente punita: per il giornalista e giornale che le divulga è previsto il Carcere mentre per chi ha compiuto la frode è prevista solo una multa (legge sul Falso in Bilancio, 2001). Il risultato è il seguente:
- Il cittadino/investitore rimane per legge all’oscuro dei rischi che corre investendo in quell’azienda,
- al consiglio di amministrazione dell’azienda in questione viene data la possibilità di continuare a frodare e TRUFFARE nella completa privacy
- il giornalista che cerca divulgare informazioni subisce una condanna da 1 a 3 anni di carcere maggiorata da pesanti pene pecuniarie.
Mentre Callisto Tanzi, il responsabile del Crack Parmalat, è a casa tranquillo, le migliaia di famiglie che hanno investito nella sua azienda hanno perso tutto. Questa legge favorisce chi, come lui, truffa il mercato.
Non permettiamo che accada ancora: sostenete Marco Travaglio

Firmate il suo appello



