«Non esistono congiure o secondi fini perché usare le parole è un privilegio e non un rischio. Ma non si può essere all’altezza di questo privilegio se non si corrono rischi».
Fabio Fazio
Forse un conduttore ha privilegio di usare parole, un opinionista ne ha la possibilità, un giornalista ne ha invece il dovere e Marco Travaglio è un Giornalista. Un giornalista di cui Montanelli scrisse
« No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l’archivio.
Ed è quello che Travaglio ha utilizzato la scorso Sabato durante la trasmissione “Che tempo che fa” su rai 3, dove, facendo riferimenti a fatti già noti, accertati ma per niente discussi si è domandato come sia possibile che la terza carica più alta dello stato sia occupata da Schifani, ex amministratore di Siculabrokers, una società il cui CDA è stato in toto condannato per realti di mafia e associazione mafiosa.
Il diretto interessato non smentisce, accusa la RAI di informazione di parte, denuncia Travaglio per attacchi personali, grida e stride e promette che la questione sarà trattata al primo consiglio dei ministri, minacciando apertamente l’indipendentismo televisivo. Ma non smentisce nulla. Per il semplice fatto che non può. si possono smentire opinioni e giudizi, non fatti accertati. E la RAI, anzichè difendere il lavoro dei suoi dipendenti li critica, si scusa. Si scusa per aver citato fatti, per aver posto domande, si scusa per fare giornalismo.
Il loro incubo è una revisione dell’assetto RAI e del suo palinsesto televisivo, come avvenne nel 2003 con L’editto Bulgaro ai Danni di Biagi, Santoro e Luttazzi, quest’ultimo colpevole di aver presentato L’odore dei Soldi, un libro di Travaglio che in base a sentenze già pronunciate evidenzia i rapporti fra i componenti di Forza Italia e la Mafia. Per settimane le televisioni parlarono delle denunce per diffamazione ed uso improprio di frequenze pubbliche a carico di Luttazzi e Travaglio, ma non una parola fu dedicata all’esito della sentenza: assoluzione completa e spese processuali a carico del mandante, Berlusconi.
Gli italiani sono stati spettatori di un giornalismo imbavagliato, ed ora stanno a guardare inermi un giornalismo che rinuncia alla sua indipendenza temendo ritorsioni politiche; Senza rendersi conto che questi fatti sono la prova che l’Italia non è più un paese democratico.
Come scrisse lo storico francese Renè Remond:
Ci sono due fondamenti che caratterizzano un regime totalitario in quanto tale:
- presenza di un capo, in cui i massimi vertici dello stato si riconoscono e a cui sono intimamente legati
- coincisione mass media e vertici dello stato
Qualcuno oggi lo definirebbe un Comunista.




Concordo, L’informazione su media istituzionali e soprattutto “pagati” da noi cittadini non deve essere assoggettata alla politica, non deve temerla, non deve attaccarla e/o supportarla. L’informazione deve INFORMARE e basta, il giornalista deve raccontarla attraverso le inchieste. Bene Travaglio.
Che L’Italia non sia poi un paese piu democratico sulla base di una informazione imbavagliata e schiava credo sia giusto ma non lo si scopre adesso, Grillo porta avanti delle battaglie serie a suon di firme e la riprova che la televisione e l’informazione stessa l’abbia ignorato ne è una prova provata.
PS
Mi aspettavo una reazione cosi da Schifani…. ma suvvia…. Anche la Finocchiaro?
Ciao…
Eh..la Finocchiaro ha deluso molti! Cosa ci possiamo fare… nessuno dei due schieramenti è completamente pulito. L’unico che ne esce con onore è Antonio DiPietro, che la gente deride sulla base di un accento…
Il paese non è+ democratico per via di un informazione imbavagliata si, ma non solo! Il buon Remond ricorda
presenza di un capo, in cui i massimi vertici dello stato si riconoscono e a cui sono intimamente legati
Tutti i ministri e senatori sono intimamente legati a Berlusconi: sono i suoi avvocati, consiglieri, medici, persino le sue showgirl… basti pensare alla Carfagna….
Si salvi chi può!!
vi sfugge il nocciolo della questione: il servizio pubblico (pagato dai cittadini di qualunque schieramento), ma la televisione in genere, deve essere soggetta a regole ferree. Travaglio vuole accusare qualcuno di qualcosa o osservare su questo e su quello ? bene, lo inviti in trasmissione e attui un contradittorio, diversamente diviene un pulpito.
La comunicazione televisiva e’ diversa da quella stampata per l’immediatezza e quindi il confronto e’ sacrosanto.
Credo che il nocciolo della question stia sfuggendo a te Badtrak: Travaglio non accusa nessuno, cita fatti. Il fatto è già accertato. Su cosa ci si dovrebbe confrontare?
Scusami BaldtracK ma se c’è qualcuno a cui sfugge il nocciolo della questione sei tu! E’ dalla notte dei tempi che il lavoro di un giornalista consiste nel “Raccontarla”.
Travaglio ha semplicemente “raccontato” ciò che si evince da una inchiesta di giornalisti come Abbate che le stesse persone che adesso lo accusano di millanteria lo hanno decantato in precedenza come grande eroe contro la mafia!
Per quanto riguarda il contraddittorio… beh… ti commenti da solo… anzi ti dico di più: meno male che non c’era in trasmissione un contradditorio perche altrimenti non avrebbe saputo cosa dire… Tutti infatti si affacendano come api industriose a scusarsi e a denigrare Travaglio… Ma c’è qualcuno che l’ha smentito?
….Secondo me….. No….
I fatti non hanno bisogno di contraddittorio.
Le opinioni ne hanno bisogno, i fatti no.
Altrimenti va a finire che per una notizia come “Tizio X condannato per reato Y” si dovrebbe dare la versione del giornalista, del pm, del giudice, del condannato, dell’avvocato difensore… quando invece c’è una sentenza che parla per tutti.
E questo vale non solo per la cronaca giudiziaria (Schifani non è stato condannato né per mafia né per altro reato), ma anche per.. che ne so, una notizia sul tempo: “grandi piogge nel nord Italia”…
“no! Era solo una pioggerellina!”
“no, lei si sbaglia: veniva giù a secchiate”
“ma come, non è vero! Non pioveva!”
“oggi ero in giardino a prendere il sole”
E via dicendo…