La mia generazione ha tutto.
Istruzione garantita, Sanità a disposizione di chiunque, leggi che ci tutelano. Siamo nati con dei diritti. Nessun datore di lavoro può permettere giornate lavorative superiori alle 8 ore. Un tempo erano 12. E’ un Diritto che è stato dato a questa Generazione, e di cui essa non ne capisce il valore. Anzi, ci sputa sopra, comprando giornali come Libero che additano il primo maggio come un’iniziativa comunista e la definiscono una festa da cafoni.
Questo Post è dedicato proprio a loro, per ricordare che l’agio attuale che abbiamo lo dobbiamo a chi è morto per noi.
Il 1 Maggio del 1886 400 mila lavoratori negli USA incrociarono le braccia rivendicando giornate lavorative più brevi che non superassero le 8 ore. A Chicago venne organizzato un corteo pacifico a cui aderirono 80 mila persone che in seguito vennero licenziate in blocco.
Ci furono molte proteste e vennero represse con la violenza: la polizia fece fuoco contro i dimostranti, vietarono comizi sparando sulle folle inermi. Intanto le sedi delle organizzazioni sindacali vennero chiuse e i loro dirigenti arrestati e condannati.
A cavallo fra il l’800 e il ‘900 Il ricordo dei “martiri di Chicago” divenne simbolo di lotta, e i governi più o meno liberali o autoritari, allertarono gli apparati repressivi.
In Italia il governo di Francesco Crispi usa la mano pesante, attuando drastiche misure di prevenzione e vietando attraverso forze armate qualsiasi forma di manifestazione pubblica per la giornata del 1 maggio. Repressioni violente rimaste fino al 1945, anno della liberazione dal Fascismo e proclamazione della nostra Costituzione che vuole l’Italia una REPPUBLICA FONDATA SUL LAVORO.
Con il tempo il 1 maggio è diventata un occasione per migliorarsi, non è solo una commemorazione dei martiri di Chicago ma è una data in cui discutere e dare voce a problemi e disagi, perchè un paese che critica è un paese che vuole migliorarsi.
Dal 1945 ad oggi il 1 maggio è stato teatro di diversi movimenti, dalle proteste delle suffragette al diritto alla maternità,, grandissime lotte e grandissime conquiste che ci permettono di avere la vita agiata che abbiamo.
Il minimo che possiamo fare è partecipare attivamente, in modo da migliorare qualcosa noi stessi, per dare a chi verrà condizioni ancora migliori, come altri hanno fatto per noi.
Quest’anno si è scesi in piazza per rivendicare sicurezza sul lavoro, perché non ci siano più morti bianche e lavoro nero. E quest’anno in Piazza S. Giovanni a Roma c’ero anch’io. ☺
Non c’è nulla di più bello che unire i valori alla musica in un concerto che aderisce perfettamente allo spirito del 1 Maggio, come lo aveva colto nel lontano 1903 Ettore Ciccotti:
“Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l’interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de’sensi; e un’accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell’avvenire, naturalmente è portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa”
Ringrazio di cuore chi mi ha permesso di esserci; Gianluca ,che è riuscito nell’impresa di sopportare me e la mia voce stonatissima per 3 giorni di fila
e in particolare ringrazio Bianca ed Elena, che nonostante non mi conoscessero mi hanno dato ospitalità e amicizia dimostrandomi, ancora una volta, che al Sud ci sono aspetti sul profilo umano che dalle mie parti non si intravedono neanche con il binocolo! Un simpatico ciao anche a Paco e Patrizio, in bocca al lupo con gli studi! E a Lilli e i suoi tenerissimi gattini…….




Ogni volta che leggo un tuo post mi convinco sempre più che avresti dovuto indirizzare la tua carriera universitaria verso gli studi di giornalismo ma penso tu abbia le qualità per riuscire un pò in tutto.
Comunque mi associo a quanto hai scritto, sai che mi trovi sempre concorde con le tue idee, inoltre ringrazio io te per la piacevolissima compagnia e per avermi aiutato con il tuo ginseng e con la tua cronica mancanza di sonno a passare 3 giorni stupendi… in attesa di venirti a trovare e soprattutto di Dublino… ti mando un bacio… Ciao Amby!!!
Mi fai diventare rossa! Occhio che poi la “r” mi peggiora….
Per diventare giornalista non c’è una carriera universitaria specifica vera e propria, ci sono corsi in comunicazione dove si fa un po’ di tutto in modo generico. Esistono invece master che offrono l’accesso all’esame di stato di giornalista professionista. Ogni anno il bando prevede 30 posti in tutta Italia, vi si accede tramite concorso aperto a tutti i laureati (non importa il campo) al di sotto dei 28 anni.
dunque… mai dire mai!
Reggio Emilia ti aspetta!
Così.. ti faremo finalmente una Caprese come si deve!
Un bacione e a prestissimo!
Ambra
Ciao tesoro sono davvero senza parole, anzi mi correggo siamo tutti senza parole… E’ stato un piacere immenso averti qui a casa e speriamo che tornerai presto a trovarci!!! Complimenti per il post per la terminologia usata e l’esplicitazione del testo diretto chiaro e lineare…mi accodo a Gianluca nel dire che sei davvero brava a scrivere! Elena ti saluta tanto, Pato e Paco ti mandano un grosso abbraccio e io lascio un bacione ad una ragazza davvero sorprendente, dolce e simpaticissima!!!
Ma.. fate tutti colazione con latte ed esagerina?
Grazie per quello che hai scritto, mi fa sinceramente piacere. Il concerto di Caparezza di cui ti parlavo è stato il 2 maggio, ero convinta fosse +avanti, mi dispiace tanto!
Altrimenti vi aspetto tutti a Milano!
Ad ogni modo quando volete,anche solo per fare un giro o vedere una città d’arte qui in Emilia la porta è aperta! La caprese aspetta anche voi!
Reggio non offre poi molto, nei pressi c’è però Ravenna, che di certo non regge alcun confronto con Roma, pero’ merita
In bocca al lupo con gli studi (esami a Luglio… questo sì che si chiama masochismo!)
PS, I gattini hanno trovato famiglia?